Storia e cultura

Marineo è un comune di 6000 abitanti situato a ridosso della valle del fiume Eleuterio, a 550 m sul livello del mare, e dista circa 30 Km dal capoluogo siciliano. Il centro abitato è sovrastato da una imponente rupe, la Rocca, detta anche Dente Canino della Sicilia o Tomba di Polifemo.

Il nome di Marineo ha origini incerte. E’ probabile che rievochi il punto da dove i viaggiatori provenienti da Agrigento avvistavano il “nuovo mare”. Peraltro, la strada che attraversa il centro abitato, costruita dai Romani nel III secolo a. C., è fra le più antiche della Sicilia

Il castello, che rappresenta il maggiore monumento storico del luogo, fu costruito dei marchesi Beccadelli Bologna. La lapide posta all’ingresso del piano nobile segna l’anno 1559 come data di edificazione. Dalla sua terrazza è possibile liberare lo sguardo verso l’ampia vallata attraversata dal fiume Eleuterio le cui sorgenti sgorgano dal versante settentrionale della Rocca Busambra. Nel castello ha sede un Museo Archeologico oltre che un interessante museo etno-antropologico, recentemente allestito nei magazzini restaurati, con pezzi provenienti dalla collezione Pulizzotto.

Marineo vanta un’importante area archeologica in contrada Montagnola. Il sito è stato identificato con la città di Makella, grazie al rinvenimento di tegole iscritte in caratteri greci. La città sulla Montagnola era posta strategicamente a controllo della vallata.  Molti dei reperti recuperati durante le diverse campagne di scavo sono conservati nel Museo Archeologico del castello. Tra questi, un prezioso cratere siceliota del IV secolo a.C., una scodella arcaica ed un intero corredo tombale della stessa epoca.

Numerose ed interessanti opere d’arte sono custodite nelle locali chiese.  Particolarmente interessanti un mosaico di San Ciro in maiolica policroma del XVIII sec. attribuito alla scuola Palermitana, una preziosa acquasantiera di marmo bianco del XIV sec. e il quadro della Madonna della Tenerezza del XVII sec.

Oggi il paese vive prevalentemente di terziario, artigianato e agricoltura; in crescita è la commercializzazione di prodotti di aziende locali, come l’olio e il vino. Particolarmente apprezzati il pane “di casa”, la salsiccia di suino e i dolci tipici, come il buccellato natalizio.

Una escursione nella vicina Ficuzza consente di godere delle meraviglie del bosco, di visitare la residenza borbonica e la sede della LIPU.

Alquanto ricche risultano le tradizioni popolari di Marineo, spesso legate agli appuntamenti religiosi dell’anno.

Rito di passaggio tra l’inverno e la primavera è, il 19 marzo, la festa di San Giuseppe; in tale occasione viene imbandita la tradizionale tavulata nella quale, il pane, nelle sue simboliche e svariate forme, è il vero protagonista del banchetto in onore del Santo.

Durante la Settimana Santa si svolgono parecchie manifestazioni legate alla Passione e Resurrezione del Cristo.

La domenica delle Palme viene rappresentato l’ingresso trionfale di Gesù a Gerusalemme, in sella ad un asino, accompagnato dai dodici apostoli, osannato dalla folla che agita ramoscelli d’ulivo addobbati con frutta e nastri colorati.

La sera del giovedì Santo il dramma della Passione si esprime in un vibrante lamento che echeggia tutta la notte. I canti per le vie del paese, accompagnati dal suono della Troccula, arricchiscono l’atmosfera di intensa emozione. Suggestiva la croce di ceri votivi accesi sulla gradinata del Calvario e Lu Santu Sepulcru allestito all’interno della Chiesa Madre.

L’appuntamento principale di giugno è costituito dalla festa del Corpus Domini: otto giorni di processioni vedono protagonisti tutti i quartieri del paese. Per onorare questa solennità è uso accompagnare la processione dell’ultimo giorno con tappeti di fiori lungo Corso dei Mille per più di centinaio di metri. L’infiorata viene realizzata la sera precedente la festività da vari gruppi ed associazioni locali mentre il paese è animato da spettacoli che si prolungano fino a notte tarda.

La penultima domenica di agosto si svolge la festa popolare di San Ciro, patrono della città. Da non perdere la  Dimostranza, una rappresentazione della vita del Santo con oltre duecento attori in costumi d’epoca e la Cunnutta, una sorta di rito propiziatorio durante il quale i contadini sfilano a cavallo portando doni al Santo per ringraziarlo dell’annata appena conclusa e chiedere aiuto per quella che sta per iniziare.

L’8 settembre, festa della “Madunnuzza”, le famiglie si recano in pellegrinaggio  nella chiesetta dello “Scanzano”, immersa in un’area verdeggiante di secolari querce, per partecipare ai riti sacri del mattino ed ai giochi tradizionali del pomeriggio.

La prima domenica di ottobre è segnata dall’annuale Granfondo,  una delle più importanti e partecipate  manifestazioni ciclistiche di MTB del centro sud,  organizzata dalla Pro Loco e dall’Extreme Racing Team di Marineo.

Infine, in Dicembre, il Presepe Vivente sotto la Rocca rappresenta un momento di rilevante importanza nell’ambito delle iniziative natalizie. In uno scenario paesaggistico caratterizzato dalla maestosa rupe, circa  cento personaggi in costume  animano botteghe e consentono al visitatore di incontrare pastori, soldati, artigiani… e di riscoprire mestieri del passato ed antiche tradizioni siciliane.

Degno di nota è il premio di poesia ‘Città di Marineo’ che ha interessato centinaia di poeti emergenti e numerose personalità   di spicco dello scenario artistico – culturale nazionale.

Marineo, dal 1984, è gemellata con il comune francese di Sainte Sigoléne. Ogni anno numerosi gruppi di alunni delle scuole elementari, di giovani ed intere famiglie vengono coinvolti in attività di scambio che diventano sempre più significative, sia sotto il profilo culturale che economico e sociale.