Chiese

IL CROCIFISSO

E’ stata la prima chiesa parrocchiale del paese. Costruita contemporaneamente al castello e’ costituita da due distinti edifici di cui: uno era destinato alle funzioni religiose e l’altro a Monastero. Quest’ultimo fu affidato dai Bologna ai Padri Olivetani, provenienti da S. Maria del Bosco in territorio di Bisacquino, i quali lo ingrandirono. Successivamente ha ospitato un ospizio e recentemente la caserma dei carabinieri e una scuola media superiore. Attualmente i locali sono utilizzati dalle Fondazioni Culturali “G. Arnone”.

La chiesa ha un impianto a a corpo longitudinale. Le pareti sono alquanto spoglie e solo la volta a padiglione è arricchita da lesene neoclassiche.

Nei locali della chiesa è possibile vedere

CROCIFISSO ligneo dipinto del XVI SEC. Eseguito da uno scultore dilettante. L’immagine è sproporzionata infatti ha mani e i piedi più grandi rispetto alle dimensioni del corpo, tuttavia l’opera ha un fascino particolare di cui sono fornite, in genere, le opere realizzate da artisti autodidatti. Il volto rispecchia in pieno il dramma della crocifissione e la tensione nervosa dell’ultimo momento vitale in cui il Cristo sta per spirare.
MADONNA CON S.CIRO E S.ROSALIA: tela ad olio di autore ignoto del XIX sec.

CHIESA MADRE

Originariamente la chiesa aveva un aspetto molto diverso dall’attuale, la struttura cinquecentesca originaria, infatti, ha subito una serie di modifiche che oggi appaino abbastanza evidenti.

La struttura della chiesa si presenta a tre navate . la centrale è costituita da sei campate escluso il transetto. La navata centrale è più alta delle due laterali ,delimitata da pilastri, è coperta da volta a botte con arco a tutto sesto riccamente adornati con stucchi a riquadri riportanti motivi floreali. Originariamente era composta da cinque campate, quattro dall’ingresso alla navata trasversale, una che racchiudeva il presbiterio e l’altare maggiore. Successivamente è stata costruita una sesta campata che ha creato una certa disarmonia della struttura architettonica interna.

Le campate laterali di dimensioni ridotte rispetto a quella centrale, sono coperte da cassettoni e decorate con stucchi simili a quelli della navata centrale. All’incrocio tra la navata centrale e quella trasversale vi è la cupola, decorata da riquadri a stucchi disposti simmetricamente. Nello spazio di congiunzione tra pilastri e cupola vi sono quattro pennacchi, che racchiudono gli affreschi dei quattro evangelisti eseguiti da un autore sconosciuto.

Gli elementi di sostegno sono costituiti da massicci pilastri quadrangolari e architravi. In origine al loro posto si trovavano colonne marmoree e archi. La trasformazione, avvenuta nell’ottocento, si rese necessaria in seguito ad un drammatico evento franoso che spazzò via buona parte delle case del paese.

All’interno della chiesa sono conservate le seguenti opere:

ALTARE BAROCCO IN ONORE DI S.CIRO: costruito con marmi policromi nel 1737 con statue di S. Giovanni di Edessa e di S. Anastasia e nella parte centrale la tela dedicata a S. Ciro del XVII sec attribuita ad artisti che hanno risentito dell’influenza del Novelli.
TABERNACOLO: di scuola Gaginiana, in marmo a rilievo, è una delle opere più antiche e più importanti di Marineo.
URNA IN ARGENTO CON TESCHIO DI S.CIRO: eseguita da Pietro Russo e Pietro Ruvolo 1701-1702, consiste in un contenitore in legno rivestito da argento sbalzato che conserva il teschio di S. Ciro.
LA BUONA E LA CATTIVA MORTE : due tele di valore religioso più che di importanza artistica.
REGINA ANGELORUM: tela di buona fattura che rappresenta la Madonna circondata da angeli.
IMMACOLATA: del 1847 in stile neoclassico eseguita da V. Genovesi.

SACRESTIA: percorrendo un corridoio interno è possibile accedere alla sacrestia dove sono conservati , in ordine cronologico, i ritratti degli Arcipreti- Parroci di Marineo dal 1573 ad oggi.

Sul lato sinistro esterno della Matrice (lungo il Corso dei Mille)si può ammirare:

CERAMICA RAFFIGURANTE S.CIRO : mosaico in mattonelle di maiolica policroma raffigurante S. Ciro di scuola palermitana della prima metà del ‘700.

“ VARA” DI S.CIRO.: In una nicchia ricavata nel muro della chiesa in vicinanza del mosaico si conserva dietro una vetrata il pulpito che sostiene l’urna di S. Ciro in occasione delle processioni. Realizzato su un veicolo degli anni ’50 reca ai lati pannelli dipinti nel secolo scorso raffiguranti scene della vita del santo.

COLLEGIO DI MARIA E CHIESA DI S.VINCENZO FERRERI

Fondato nel 1727 su iniziativa di Nicolò Pilo fratello del Marchese di Marineo Ignazio Pilo sulle propaggini della rocca conserva tracce dell’edificio del ‘400. Inserita nei corpi di fabbrica vi è una chiesetta ricca nelle decorazioni e coerente nella articolazione architettonica. L’impianto è ad aula con quattro cappelle laterali . Le decorazioni della volta e del cornicione sono di stile settecentesco.

Opere conservate

MADONNA E SANTI : La tela firmata da Filippo Randazzo rappresenta la Madonna con Gesù in braccio circondata da una teoria di angioletti assisi su un poggiolo di nuvole. L’aria serena e fiduciosa che l’intera composizione ispira, richiama al buon gusto basato sulla misura classica contro “il cattivo gusto barocco”.

TRINITA’ E SANTI: Tela ad olio attribuita all’orizzonte artistico di Filippo Randazzo.
STATUA DELL’ADDOLORATA: Statua lignea attribuita a Filippo Quattrocchi da Gangi

CONVENTO FRANCESCANO

E’ ubicato su un promontorio da dove è possibile godere della vista di quasi tutto il centro abitato dominato da un suggestivo scorcio della rocca. Di costruzione anteriore al 1597 è costituito da una chiesa e un convento che ospita i Frati Francescani.

La chiesa è organizzata su un impianto ad aula coperta da una volta a padiglione che reca al centro un affresco raffigurante l’Assunzione, è abbellita ai lati da trifore e da cinque altari in marmo policromo. Il presbiterio è arricchito da tre cappelle contenenti tre altari barocchi del 1730.

All’interno sono conservate varie testimonianze artistiche:

FONTE BATTESIMALE proveniente dall’antico santuario dello Scanzano, è la più antica scultura in marmo di Marineo . Di autore ignoto, è formata da una base quadrangolare, da un supporto a forma di pilastro e da una vasca, entrambi a sezione ottagonali. L’opera interessante per la minuziosità della lavorazione.

QUADRO DELLA MADONNA DELLA DAJNA- Tempera su tavola del sec. XV, secondo noti studiosi di provenienza orientale. Il quadro rappresenta la Madonna con il Bambino che benedice. Nel 1946 il quadro è stato chiuso in una cornice d’argento cesellato.
STATUA DI S. VITO.- Statua in legno dipinto del XVI sec. E’ la scultura in legno più antica di Marineo e un’opera piuttosto rara per il nostro ambiente.
GRUPPO DELLA PIETA’- realizzato nel 1570 da M. Pace nel distrutto Monastero di Scanzano utilizzando materiale del posto. E’ formato da quattro figure identificate per la Madonna ,S. Giovanni, la Maddalena e Gesù Cristo morto.
STATUA DELL’IMMACOLATA : Elegante statua settecentesca di autore ignoto.
STATUA DI S. GIUSEPPE CON FANCIULLO- Attribuita allo stesso periodo e allo stesso autore dell’Immacolata.

CHIESA DI S. ANNA

Fu costruita nel 1565 da Gilberto Bologna per seppellirvi la figlia Anna.

La chiesa ha uno schema planimetrico ad aula con un’unica navata. La copertura è costituita da una volta a botte.

CHIESA DI S. ANTONINO

Fu costruita nel XVII secolo dalla congregazione della Madonna della Mercede fondata a Marineo nel 1600.La chiesa di S. Antonino ha un impianto ad aula, con un’unica navata coperta con un’ampia volta a botte. In questa chiesetta si conserva un’immagine di S. Antonio da Padova risalente al XVII secolo.

CHIESA DI S.MICHELE

Fu costruita nel 1631 come tomba gentilizia. diventò presto cappella del nuovo quartiere che si andava espandendo. Sebbene di medie dimensioni è ricca di ornamenti in stucco di stile floreale su sfondo azzurro. All’interno della chiesa si possono ammirare le seguenti opere:

MADONNA DEL CARMINE – Statua di legno della Madonna con Bambino benedicente di autore e provenienza ignoti attribuita alla seconda metà del sec.XVII. ELIGIO – Tela ad olio eseguita da Salvatore Sacco nel 1876. Nel dipinto il Santo è rappresentato mentre guarisce un cavallo. Secondo la tradizione i contadini portavano gli animali ammalati davanti alla chiesa raccomandandoli al Santo.

SAN GIUSEPPE CON GESU’ BAMBINO- Tela ad olio del 1876 di Salvatore Sacco.

CHIESA DELLE ANIME SANTE

Sita in Via Cesare Battisti è stata costruita intorno al 1570. Nel 1727 fu annessa al Monastero delle Cappuccine fondato da Nicolò Pilo. Nel 1730 il Monastero cadde in disuso in seguito al trasferimento delle suore al Collegio di Maria .

All’interno si conserva:

ANIME PURGANTI: tela di notevoli dimensioni eseguita da Michele Ciofalo nel 1881 . Il dipinto raffigura la Madonna col Bambino con in alto al centro due angeli che propiziano l’ascesa delle anime e a sinistra in basso il ritratto di Fra Girolamo, monaco noto nell’ambiente marinese per il suo quotidiano girare per raccogliere l’elemosina:

CHIESETTA DELLA MADUNNUZZA

Sorge ad 1 km circa dal centro abitato in località omonima e a poca distanza dal fiume Scanzano. Questa è dedicata a Santa Maria della Pietà o del Daino detta volgarmente Madonna di Scanzano. E’ costituita da un piccolo edificio immerso nel verde di numerose querce secolari .

Nel suo interno si conservano :

STATUE DEI SANTI GIUSEPPE E MARIA-. Di autore ignoto, furono concepite per stare in un presepe e sono state ricavate da un unico tronco. La statua di S. Giuseppe fino a pochi anni fa veniva portata in processione nei periodi di siccità o di grandi intemperie a scopo propiziatorio.